L’interazione tra collettivi umani resa possibile dalle nuove tecnologie della comunicazione dà vita ad un processo di pluralizzazione che determina una vigorosa relativizzazione dei sistemi di valore e delle categorie interpretative: gli individui, sottoposti a continui riorientamenti cognitivi, provano una sensazione di spaesamento.
Tutti conosciamo la stessa verità: la nostra vita consiste in come scegliamo di distorcerla.
“Ogni uomo cerca di realizzare il mito che ha di se stesso.”
F. Pessoa
Dato che una caratteristica portante della mente umana è la capacità di immaginare il futuro, la speranza è un ingrediente fondamentale per dare sostegno a un’azione mirata a un obiettivo specifico. Tuttavia, per consentire all’entusiasmo di emergere e alla speranza di manifestarsi, le persone devono superare l’emozione negativa risultante dal sistema motivazionale di evitamento: l’ansia.
La tesi è che la nostra identità sia plasmata, in parte, dal riconoscimento o dal mancato riconoscimento o, spesso, da un misconoscimento da parte di altre persone, per cui un individuo o un gruppo può subire un danno reale, una reale distorsione, se le persone o la società che lo circondano gli rimandano, come uno specchio, un’immagine di sé che lo limita o sminuisce o umilia.
Conoscere bene il proprio mestiere o la propria arte, aggiornarsi sui ritrovati tecnici più recenti, essere profondamente probo ed esperto, non subordinare la conoscenza del vero a contingenti esigenze utilitarie: ecco un modello di comportamento che sembra a prima vista soddisfare ogni esigenza morale di un uomo serio e laborioso.
E Napoli ha continuato a dare molto all’Italia, all’Europa e al mondo: essa esporta a centinaia i suoi scienziati, i suoi intellettuali, i suoi ricercatori, i suoi artisti, i suoi cineasti. Con generosità, certo. Ma anche per necessità. Mentre non riceve nulla, o pochissimo, da fuori. L’Italia, secondo me, ha perso molto a non saper utilizzare, per indifferenza, ma anche per paura, le formidabili potenzialità di questa città decisamente troppo diversa: europea prima che italiana, essa ha sempre preferito il dialogo diretto con Madrid o Parigi, Londra o Vienna, sue omologhe, snobbando Firenze o Milano o Roma.
Il silenzio è l’anima del suono.
La libertà è essere sempre se stessi, anche quando crediamo di essere un altro. La libertà è non avere padroni e non essere padroni di nessuno. La libertà è non dipendere né dalle persone né dai desideri né dai sogni. La libertà è essere liberi anche quando gli altri non te lo permettono. La libertà è una necessità esteriore e un lusso interiore. Il viaggio dentro se stessi non ha bisogno di partenze ma solo di arrivi.
Nessuno può saltare al di là della propria ombra!