"Considerato nel senso più ampio possibile, il sé di un uomo è la somma complessiva di tutto quello che egli “può” dire suo, non solo il proprio corpo e le sue facoltà psichiche, ma i propri abiti e la sua casa, sua moglie e i figli, gli antenati e gli amici, la propria reputazione e il suo lavoro, le sue terre, i suoi cavalli, la propria barca e il conto in banca."
- (James 1980, 87)
"Quanto contano gli oggetti nella nostra vita? Chi non ne custodisce qualcuno gelosamente? Chi non ha dovuto sgomberare la casa di una persona cara scomparsa? Chi non ha, almeno una volta, deciso di iniziare una collezione? In quale misura essi rappresentano una materializzazione della nostra memoria? Gli oggetti sono lo specchio di quello che siamo e di quello che siamo stati, delle persone che popolano la nostra esistenza e di quelle che ci hanno accompagnato nelle fasi della vita. Ciascuno di noi costruisce mediante gli oggetti larghi tratti di storia personale: testimonianze concrete, frammenti o cimeli, documenti e reperti, segnati tutti da investimenti simbolici mutevoli nel tempo. Gli oggetti materiali, infatti, sono parte integrante della nostra vita psichica ed emotiva, contribuiscono a costruire la nostra personalità, partecipano alla formazione del nostro carattere, con diverse modalità a seconda dei periodi della vita. Perché conserviamo? Perché buttiamo? Il possesso degli oggetti garantisce una continuità del proprio sé lungo la vita; laddove si disperdono – come accade nelle calamità naturali – gli oggetti diventano i testimoni della rottura dell’integrità della persona, ma in altri casi la loro eliminazione può rappresentare anche una tensione liberatoria, che coincide con la volontà di dare spazio a nuove esperienze. Gli oggetti seguono da vicino i rapporti d’amore, marcano le storie familiari; quelli delle persone care scomparse restano nella vita di ciascuno, al pari, o anche più, della memoria della persona stessa."
- (Starace 2013)
"Il fascino di una collezione sta in quel tanto che rivela e in quel tanto che nasconde della spinta segreta che ha portato a crearla."
- (Calvino 1984)
"Diritto e linguaggio svelano una fondazione comune, la quale consiste, nell’uno e nell’altro, in una funzione ordinante del caos sociale: il primo, consentendo l’armonizzazione della mia libertà con quella dell’altro, degli altri, e, quindi, consolidando una pacifica convivenza fra i cittadini; il secondo, operando una efficiente comunicazione fra i membri di una comunità, corroborando, quindi, la coesione fra di essi e contribuendo non poco a marcare la loro identità."
- (Grossi 2013)
"Traendo linfa sia dalla protensione sia dall’aspettazione, le aspirazioni sono qualcosa di simile a dei desideri disciplinati, cioè desideri posti in relazione con il principio di realtà […]: avere certe aspirazioni non significa infatti meramente desiderare, sperare o attendersi che qualche cosa accada, significa immaginare obiettivi plausibili e disporsi a corsi d’azione che al raggiungimento di questi obiettivi paiono adeguati entro contesti probabili. […] Aspirare a qualcosa vuol dire dare un senso al futuro […]. Le aspirazioni sono dunque parte del significato che assumono i nostri corsi d’azione; contribuiscono a dare al presente la sua coloritura."
- (Jedlowski 2012: 4)
"Che esista Parigi e che qualcuno scelga di vivere in qualunque altra parte del mondo resterà sempre un mistero per me."
- (Woody Allen, “Midnight in Paris”, 2011)
"Savoir pour prévoir afin de pouvoir."
- (Auguste Comte)
"Questo è il mio posto preferito nel parco. E d’inverno, quando è coperto di neve, verso le cinque del pomeriggio quando cala la sera e le luci si accendono, c’è la foschia. E vedi solo il profilo degli edifici di Manhattan attraverso gli alberi, ed è magico. È magico."
- (Woody Allen 1994)
"Ed attraverso il vetro della finestra grigi pensieri fumiganti ad inseguire il mare, Santa Lucia ristretta nelle spalle, le mani in tasca, ad ascoltare il silenzio del suo silenzio, le raffiche del vento che veniva, e queste foglie ritorte nella strada, dentro l’asfalto. Dalla strada solitudine graziosamente se ne discende al mare, con gozzi malandati, luci sfrangiate, e navi in lontananza, punta della Campanella, e Capri, la gran massa di Capri distesa a ricordare, estranea alla città come torre indecifrata, vicina, sì, quanto vicina, e lontanissima, pure, con storie scolorite d’imperatori e donne, con cargo tremolanti dell’Oriente e dell’Africa, e granaglie, carichi di mais, ferro, sabbia dorata."
- (Pugliese 1976)
"Io ho, per temperamento, per istinto, il bisogno del superfluo. L’educazione estetica del mio spirito mi trascina irresistibilmente al desiderio e all’acquisto di cose belle."
- (D’Annunzio 1886)
"[…] Un caso eclatante è quello di Sigmund Freud (1856-1939), che paragonava la psicoanalisi alle raccolte di oggetti d’arte e di archeologia, poiché entrambi i percorsi di ricerca scavano in un terreno apparentemente addormentato in cui è conservato il significato del presente. Nei suoi scritti, Freud parlava anche della passione di collezionare, riunire, catalogare come manifestazione di un profondo desiderio infantile di creare un piccolo mondo da ordinare e possedere, per compensare perdite e mancanze. Queste considerazioni non farebbero effetto se non fosse che lo stesso padre della psicoanalisi era un appassionato collezionista."
- (De Bartolomeis 2013: 56)

psicoanalisi

"Innanzitutto una precisazione è d’obbligo: un uomo non diventa gentleman per l’abito che indossa e, viceversa, un vero gentleman resta tale anche senza abito. Ma concludere da questa osservazione che il nostro aspetto esteriore non sia importante, sarebbe un errore. L’abbigliamento è il biglietto da visita della nostra personalità."
- (Roetzel 2013: 10)

eleganza

"Il nostro modo di pensare è costituito dalle idee che vengono infuse in noi dal potere morale dei gruppi ai quali apparteniamo. Ciò che crediamo reale è determinato dalla nostra appartenenza a dei gruppi sociali. Essi pongono una sanzione morale sulla necessità di credervi e una condanna morale sul fatto di mettere in dubbio queste credenze accettate."
- (Collins 1996: 1)
"Secondo il buonsenso evoluzionista, leggendo Charles Darwin senza pregiudizi ideologici, il talento dell’eleganza può essere innato, ma rischia di avvizzirsi se non trova le condizioni per essere alimentato adeguatamente; e, allo stesso modo, un insieme di condizioni ambientali favorevoli (incredibili i miracoli di cui sono capaci un grande sarto e un solido conto in banca…) può favorire l’emergere di talenti altrimenti destinati alla latenza. Tenendo ben presente che, comunque, alla fine della serata gli ospiti ricorderanno una conversazione interessante assai più dell’abito indossato dal conversatore."
- (Pessani 2013: 16)

gentleman attualità

"Le parole che definiscono i sentimenti sono molto vaghe; è meglio evitare il loro impiego e attenersi alla descrizione degli oggetti, degli esseri umani e di se stessi, vale a dire alla descrizione fedele dei fatti."
- (Kristof 1986)

realtà